Valnascosta

11 Novembre 2018

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La nostra storia

Ai piedi dei Castelli di Faedis, nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, sorge l’Affittacamere Valnascosta. L’antica dimora, ubicata nel Borgo storico del paese di Faedis, è stata completamente ristrutturata nel 2014 per offrire il massimo comfort ai suoi ospiti, mantenendo però intatta l’atmosfera unica di un tempo. Colonne in pietra originali, portoni, finestre restaurate e soffitti con travi a vista regalano agli ospiti l’impressione di vivere in un’altra epoca ma con tutti i comfort dei giorni nostri.

 

Gli antichi portoni di accesso

 

Cenni storici

Valnascosta è un edificio antico ora in uso come Affittacamere, diventato di proprietà della Famiglia Toffoletti dal 2007. In passato è stato di proprietà di molte famiglie, in primis della Famiglia Freschi discendenti dei nobili Cucagna fino alla prima metà 1800 ed è stato usato come edificio residenziale e come casa canonica.Il nome Valnascosta dato dalla famiglia Toffoletti, deriva dal Friulano “Valnascueste” e veniva utilizzato dalle persone del paese per indicare l’edificio, vista l’ubicazione nascosta alla fine del Borgo Medievale di San Pietro.
I primi dati certi sull’edificio, li troviamo grazie al catasto Napoleonico del 1811 in cui viene censita la porzione più alta del fabbricato che si affaccia sulla piazzetta del Borgo. Sul lato ovest dell’edificio dove ora si trova il parcheggio privato, si trovava l’antica strada che portava nella vallata del Grivò anticamente chiamata Valle del Ferro. Il nome Valle del Ferro ( l ’unica traccia rimasta la troviamo nel nome del Borgo Canal del ferro) deriva dal fatto che nella vallata transitavano le carovane provenienti dalla valle di Lonch (Slovenia), verso la pianura friulana. Esse erano cariche di ferro, estratto dalle miniere locali. Per questo motivo al piano terra tra i 2 portoni principali, troviamo la feritoia di difesa da arciere, utilizzata nelle costruzioni fino al 1600.

Feritoia di guardia

Indagini storiche

Il 29/05/2017 è stato fatto un sopralluogo con esperti di 2 ore, analizzando visivamente la struttura , la mappa del 1811 e i vari stili architettonici usati nella costruzione. Dalla mappa è emerso che molto probabilmente la linea dell’edificio lato ovest, era originariamente una cinta muraria difensiva. Da questo si spiega l’andamento curvo della facciata. Dalle mappe sappiamo che adiacente il muro ovest passava la strada che portava a canal di Grivò. I materiali usati nell’edificio come le colonne di pietra, gli archi dei portoni e i ciottoli per la pavimentazione, ci fanno capire che questa non era una tipica casa rurale ma, una dimora di campagna di proprietari benestanti ( nel 1811 sappiamo che era di proprietà della nob. famiglia Freschi vedi archivio di stato mappa 1811).

Mappa catasto napoleonico 1811. Valnascosta censita al n° 51

Il muro ad Est con il numero anagrafico 62 che anticamente era un muro esterno, è un muro di epoca medievale. Dove ora vediamo la pavimentazione interna con i ciottoli piccoli, in origine era una corte recintata da muro difensivo.

Muro medievale e pavimentazione in ciottoli

Da qui si accedeva ad una probabile torre di avvistamento/difesa il cui unico muro superstite riporta il N° anagrafico 62. Interessante è la presenza di un grosso stipite orizzonatele posto sotto al numero anagrafico. La sua forma stondata e il suo spessore è tipico degli stessi usati e rinvenuti in forti medievali come i 2 castelli di Faedis.
Interessante è la presenza di 4 grosse pietre rettangolari in posizione orizzontale, poste al 1 piano sopra al N° anagrafico. Queste pietre erano usate nelle porte di accesso negli edifici di difesa medievali al posto degli stipiti classici perché in caso di assedio non potevano essere rimossi con l’uso delle leve. Oltre alle pietre perfettamente allineate e squadrate fino al 1° piano , L’altezza da terra è un altro indizio. Infatti nel medioevo gli accessi non erano mai al pian terreno ma al 1 piano e si accedeva con scale di legno che venivano poi rimosse.
Le porte e le finestre che vediamo murate al piano terra, sono brecce aperte in varie epoche successive. La nicchia presente nella cucina al 1 piano, era utilizzata negli ambienti domestici per l’illuminazione a candela. La sua posizione però ci indica che la quota della pavimentazione un tempo era più bassa.
Purtroppo ricostruire la storia di questo edificio è molto complicato a causa dell’incendio di Faedis da parte dei nazisti nel Settembre del 1944 che ha distrutto quasi tutti i documenti storici tramandati da secoli.
Queste sono solo alcune delle informazioni che abbiamo raccolto durante anni di ricerche presso l’Archivio di stato di Udine, Archivio Arcivescovile, Archivio parrocciale, Archivio Diocesano di Cividale del Friuli e Biblioteca Joppi di Udine

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